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Motore di 12 cilindri a V con un angolo di 60° di 4064 cc
alesaggio 70 corsa 88 sovralimentato 360 cv, doppi alberi a
camme in testa per bancata comandati da ingranaggi
Tazio Nuvolari
portò questa macchina alla vittoria nel Gran premio di Penya
Rhin, nel circuito di Milano, nel circuito di Modena e nella
coppa Vanderbild tutte nel 1936. La macchina alla guida di
altri piloti continuò vincere nel 1937
Questa vettura è innovativa
non soltanto per il motore ma anche per la carrozzeria. Fino
ad allora le automobili continuavano a rispettare
l'impostazione originaria: le ruote fissate (tramite
sospensioni) a due longheroni che sostenevano il motore e
tutta la macchina. Così facendo le vetture erano alte da terra
(visto le strade di allora non era un difetto) e se osservate
le foto notate che il centro della ruota rappresenta anche
l'altezza sotto la quale non c'era nulla: la macchina stava
tutta sopra questa quota.
Con la 12c - 316 inizia la
nuova ricerca di abbassare la vettura e utilizzare quello
spazio fino ad allora non utilizzato. L'abbassamento del
baricentro ha un effetto immediato sulla tenuta di strada. In
questa vettura i posto di guida è ancora alto ma già il motore
ha conquistando spazi verso il basso probabilmente proprio
perché il motore era più grande, ma pur essendo più voluminoso la linea del cofano risulta abbassata,
e il profilo superiore del radiatore è addirittura contenuto
nell'ingombro della ruota. Abbassando tutto il motore si
abbassa anche l'asse motore e finalmente anche il posto del
pilota, la cui seduta deve stare inevitabilmente sopra inizia
a spostarsi verso il basso...
Gli scarichi sono doppi e
scorrono su entrambe le fiancate
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