Club Spider Alfa Romeo

La storia della spider

 

    

ALFA ROMEO 412 spider Vignale

1951

 

 

 

Una grande macchina, un motore stupendo, una linea ancora attuale, una vera rarità, un sogno ... che non esiste più .

 

La grande storia della

Alfa Romeo 412 Vignale

 

 

La vettura Alfa Romeo 412 che partecipò alla Mille Miglia del 1951 alla guida di Bonetto - Casnaghi  arrivando sesta, portava la numerazione 427.

 Per facilitare la percezione della situazione dei concorrenti durante il percorso fu assegnato ad ogni vettura un numero che identificava l'orario di partenza. Sebbene i partecipanti quell'anno furono 325, la numerazione 427 sta ad indicare che questa macchina partì alla ore 04 e 27 minuti.

editoriale curato da

Architetto Bruno Tonelli

http://www.brunotonelli.com

Nella bibliografia è citata la provenienza di tutta la documentazione raccolta, l'unico scopo di questo articolo è quello di diffondere la conoscenza di questa vettura, senza scopo di lucro. Ringrazio infine in particolar modo la Signora Elvira Ruocco per la sua disponibilità a fornire informazioni.

Introduzione

L’Alfa Romeo 412 Spider Vignale è stata una vettura da corsa, costruita nel 1939 in un primo momento con una carrozzeria Touring e ricarrozzata da Vignale nel 1951, con una livrea più moderna e aerodinamica in linea con gli stilemi Alfa Romeo dei primissimi anni 50. Ha partecipato a numerose gare sia con la carrozzeria originale che con quella di Vignale.

ESEMPLARE UNICO, appartenuto a Felice Bonetto fino al 1953, anche con  lievi modifiche alla carrozzeria per un uso stradale della vettura. La 412 ha cessato di esistere all’inizio degli anni ’60.

Le origini della vettura: le 12C-37 salvate dalla guerra

"Ricordo di una distinta di vetture sperimentali da corsa esistenti presso il Servizio Esperienze subito dopo la guerra, era della fine del 1945." Inizia così la rievocazione che fa di questa vettura Elvira Ruocco, che è stata responsabile dell’Archivio Storico Alfa Romeo dal 1983 al 2005, e che prosegue: “Da questa distinta risultava che le 412 complete erano due, (delle 4 realizzate in totale, ndr) di cui una era in sede al Portello e l'altra era in deposito presso un decentramento, mentre ricordo benissimo che presso il decentramento di Triuggio era in deposito un autotelaio completo di motore. Un altro motore era conservato insieme alla 412 ricoverata nel decentramento di Melzo. "

La sua storia

la 412 fu realizzata nel 1939 dalla 412151 12 cilindri a  VTouring su telaio della 8C 2900A, il motore è il 12 cilindri 4500, lo stesso della 12C del 1937. Debuttò il 31 maggio del 1939 al G.P. di Anversa e si aggiudicò i primi due posti con i piloti Giuseppe Farina e Raymond Sommer, e seconda al G.Premio di Lussemburgo del 1939 con Clemente Biondetti.

 

Willy DaetwylerNel dopoguerra una dei quattro esemplari prodotti (secondo il libro di Fusi) fu venduto allo svizzero Willy Daetwyler, che la portò alla vittoria in numerose gare di montagna e nel 1948 vinse a Berna il G.P. del Bremgarten .

 

 

Il telaio condiviso con la 8C 2900 A, era identificato con il numero 412151, da cui, con tutta probabilità, anche il nome della vettura, che era dotata di un motore a 12 cilindri a V di 4495 cm3, costruito in due monoblocchi da 6 cilindri, che sviluppava fino a 430 CV ed era turbocompresso. Era stato progettato da Vittorio Jano nel 1937.

Le 412 derivano quindi dalle monoposto 12C-37,Salvata dalla guerra

delle quali avevano ereditato appunto il motore. Nel 1936, le Alfa Romeo da Gran Premio erano chiamate 12C-36, avevano un V12 di 4,1 litri e una carrozzeria simile, se non identica alle 8C35 del 1935. Nel 1937 le macchine si chiamarono 12C-37, e il motore portato a 4 litri e mezzo, ma su un telaio nuovo e più basso.

Con la limitazione successiva della cilindrata per le vetture da Gran Premio a 3 litri, i 12 cilindri da 4500 cc diventarono inutili, e furono così utilizzati dal 1939 per gare di tipo sport, e per vetture da turismo.

Con la carrozzeria Touring, la 412151  partecipò a numerose gare, fino alla Mille Miglia 1950 (Bonetto – Casnaghi) e la Targa Florio del 1950.

La carrozzeria Vignale

“L’Alfa Romeo 412 di Felice Bonetto nel 1951 partecipa al Giro di Sicilia, dal 31 marzo al primo di aprile, ma esce di strada rovinando la carrozzeria. Il carrozziere Vignale appronta allora un leggerissimo Spider come seconda vestizione modificando profondamente la precedente

AR 412 Vignale

Con questa nuova vettura, Bonetto, e Casnaghi come navigatore,  parteciparono alla Mille Miglia del 1951, alla fine del mese di aprile, classificandosi sesta con il numero 427.

L’intervento di Vignale è quindi databile aprile 1951. Esiste una fotografia che la ritrae in occasione di detta Mille Miglia completamente sverniciata (per ridurre il peso in gara o per non aver nemmeno fatto in tempo a verniciarla) e con il numero 427 verniciato a mano.

La vettura partecipò poi ad una gara ad Oporto, sempre nel 1951, e vinse battendo le Ferrari 166 e le Maserati

.412 vignale 4500cc 12 cilindri a V

Le modifiche successive e l’utilizzo stradale

Già dopo la Mille Miglia del 1951 la vettura subì alcune modifiche. Ad Oporto infatti la si vede verniciata. Esistono fotografie successive che mostrano la vettura con ulteriori modifiche e in quella che diventò la  Road & Track Magazine ottobre 1951 sua veste definitiva. Nel numero di ottobre 1951 di Road & Track Magazine, periodico statunitense del settore, comparve un articolo dal titolo “Una speciale Alfa da 230 cv”, scritto da Corrado Millanta e corredato da alcune fotografie. Rispetto alla Mille Miglia dello stesso anno si può notare che è stata tolta l’appendice aerodinamica posta posteriormente alla testa del pilota (atta ad eliminare le turbolenze aerodinamiche causate dalla testa stessa, in virtù anche del parabrezza bassissimo); si notano poi le sottili modanature che contornano il ‘volume’ a rilievo che nasce dallo scudo, percorre tutto il cofano arrivano agli estremi del parabrezza e da lì continuano arrivando sul baule e fino al termine della vettura. La verniciatura appare con una lieve variazione cromatica, la parte centrale, ossia il ‘volume’ sopracitato appare leggermente più scuro, a dare Road & Track magazine l’impressione di una carrozzeria bicolore o di un tono su tono. Le foto sono in bianco e nero e quindi non danno informazioni definitive su questa questione. Facendo un parallelo con altre Alfa dell’epoca, le colorazioni potrebbero essere rossa con la parte centrale più scura, rossa con la parte centrale blu, rossa con la parte centrale rosso sangue, simile cioè agli schemi di colorazione delle 6C2500 Ala Spessa del 1939-40 (2).

La 412 carrozzata Vignale si presenta quindi come Spider pura, senza capote in tela, biposto, caratterizzata dal cofano molto lungo, da 4 prese d’aria laterali per ogni lato poste tra il parafango anteriore e l’abitacolo e cromate. Il frontale presenta 4 fari di cui due alle estremità e due centrali più gli indicatori di direzione. Il frontale in particolare è caratterizzato dal trilobo, apparso in forma compiuta per la prima volta l’anno precedente (1950) sulla 1900 berlina. Ma al contrario delle 1900 lo scudo mantiene una forma verticale molto sottile, richiamando il disegno di quello della 6C 2500 Villa d’Este e di altre 6C 2500 carrozzate Touring degli anni precedenti, dal 1946 in avanti.

Lo scudo come già detto è posto su un volume a rilievo che poi prosegue lungo tutto il cofano fino al parabrezza, andando a costituire la base di questo, in modo molto netto e marcato, come già era stato per la Villa d’Este, ma qui in modo più pulito e privo di dettagli/cromature, dato probabilmente anche il carattere ‘essenziale’ della vettura da corsa

Siamo di fronte ad una bellissima Alfa Romeo, che esprime un forte equilibrio tra una grande eleganza e uno spirito sportivo. La linea è assolutamente particolare in quanto mescola infatti caratteristiche della Villa D’Este e della 1900 in una maniera davvero unica, assente in ogni Alfa Romeo successiva. Considerando poi che la vettura era dotata di un motore a 12 cilindri il suo fascino cresce enormemente.

412 targata

Dalla fine del 1951 in avanti della vettura venne utilizzata anche per un uso stradaleintervista  (o forse addirittura solo per un uso stradale, nel senso che non partecipò più a competizioni ed era targata), come testimonia un altro articolo di Road & Track Magazine del settembre 1952, a firma di Burton Harrison. Il giornalista viene accompagnato in un percorso mozzafiato a bordo della 412 guidata da Bonetto, con tutta probabilità attorno  allo stadio di San Siro, a Milano. Man mano che la vettura compie giri una folla sempre più numerosa assiste alle evoluzioni del pilota con entusiasmo crescente. La 412 veniva tenuta parcheggiata nella Scuderia Volpini ed aveva appena avuto il motore rifatto (l’articolo non dice fino a che punto) dall’Alfa Romeo, che aveva raccomandato di non superare i 5000 giri/min. Nonostante Bonetto fosse sostanzialmente ‘innamorato’ di questa vettura la stessa era però già stata messa in vendita, come conferma anche un’inserzione apparsa sullo stesso Road & Track Magazine del gennaio 1953.

 

 

 

 

 

 

 

 

La morte di Bonetto e il susseguirsi delle vendite

Felice Bonetto morì il 21 novembre 1953 per inserzione incidente in gara, a Silao, in Messico, durante la IV Carrera Panamericana. La 412 venne venduta a Cortese, che il 12/4/1954 la offrì per 20 milioni di lire ad Henry Wessells, americano, notissimo collezionista di automobili e di Alfa Romeo in particolare. In un’altra lettera dell’1/12/1955 sempre Cortese replicò a Wessells,  che la cosa non era più fattibile perché era stata venduta in Spagna. Questo passaggio non è però sufficientemente documentato, e la cosa più probabile è forse che l’auto fosse stata venduta alla sede italiana di un rivenditore spagnolo. L’auto venne però ‘riavvistata’ a Milano nel 1958, da Marc Wallach, che nel 1999 scrive una lettera all’editore di ‘Forza’ raccontando appunto l’episodio del ’58, quando si recò in visita all’ultima officina di Enrico Nardi, pilota, ingOfficina Nariegnere e designer di automobili, in via Vincenzo Lancia a Torino, notando, oltre a 2 vetture da turismo con motori delle 6C 2500, “una meravigliosa Alfa Romeo V12 GP 12C, con una carrozzeria a 2 posti del dopoguerra di Vignale” . C’è una foto scattata nell’officina in cui si vede Wallach vicino alla 412, identificabile dalla presa d’aria posteriore, posta tra l’abitacolo e il parafango posteriore.

La fine della 412

Enrico Nardi mantenne la vettura così com’è con tutta probabilità fino al 1960, anno che quasi certamente segnò la fine della 412. Le fonti che riguardano l’ultimo capitolo della storia di questa automobile sono poche e tutte riconducibili alla storia di Nardi e della sua attività, quindi in qualche modo provenienti da un’unica fonte e non altrimenti verificabili. E’ però vero che nessun altra fonte o testimonianza contraddice quanto raccontato nelle varie pubblicazioni che riguardano l’attività di Nardi .

Nel 1960 la macchina venne ‘smantellata’: telaio, motore e carrozzeria furono separati e seguirono sorti diverse. Il telaio fu utilizzato per realizzare una nuova automobile, michelotti che venne venduta a marchio Plymouth negli Stati Uniti e che venne chiamata Silver Ray, raggio d’argento. L’auto, disegnata da Michelotti, futuro designer BMW, voleva essere il prototipo di una successiva produzione in serie ma è rimasta un esemplare unico. Montava un motore della stessa Plymouth, un otto cilindri di 320 cv. La notizia è suffragata anche da un calendario del 1992 della Nardi che la mostra specificando che era stata realizzata sul telaio di una Alfa Romeo 4500.

Il motore della 412 rimase invece per decenni nell’officina di Nardi fino a motore estirpato quando la figlia decide di venderlo all’asta alla fine del 1998. Viene acquistato da Larry Auriana, collezionista americano, che lo porta a far restaurare da Epifani Restorations, a Berkeley, California, e che con tutta probabilità lo possiede tutt’ora. Il commento che accompagna il motore all’asta è forse abbastanza impreciso ma fornisce comunque notizie interessanti sulla vettura.

vendita motore

 

Non ci sono invece fonti, notizie o testimonianze a riguardo del destino della carrozzeria della 412 Vignale. La fine di questo ‘vestito’ così bello, unico e coinvolgente rimane un mistero, anche se è decisamente improbabile che sia sopravvissuto, proprio per la assoluta mancanza di notizie al riguardo.

 

MODELLINO

Curiosità

Esiste almeno una prova di replica della 412 Vignale, realizzata di colore rosso.

replica

Si tratta però solo di un tentativo di imitazione che presenta molte imprecisioni rispetto all’originale, confronto fotografico alla mano. Esistono invece numerose produzioni di modellini in scala della 412 Vignale, che la rappresentano sia in configurazione da gara tipo Mille Miglia che verniciata di vari colori. E’ sufficiente una semplice ricerca in internet per trovare molte foto di dette riproduzioni. Tutto questo a riprova del grande fascino che questa vettura ha esercitato sugli appassionati di automobili, alfisti e non, dalla sua nascita fino ai giorni nostri.

Sono passati molti anni dall’ultima volta in cui il suono possente e metallico del 12 cilindri Alfa Romeo ha echeggiato per le strade di Milano e dell’Italia, accompagnato dall’ inconfondibile livrea disegnata da Vignale. Da allora l’Alfa ha costruito la storia dell’automobilismo italiano e mondiale, segnandola con il suo marchio unico e tanto ammirato ovunque, anche se a volte attraversato da crisi e periodi bui.

La storia di questa automobile si inserisce in tutte le storie delle macchine e degli uomini che hanno contribuito a fare grande il marchio, con la loro passione, la loro tenacia, il loro Cuore Sportivo.

Bruno Tonelli, febbraio 2010

 

COMMENTO (ndr)

Sono profondamente contrito nel constatare che questa vettura, salvata dall'orda nazista sia poi stata demolita dalla stupidità umana. Chi ha preso questa decisione non aveva il diritto di privare l'umanità di un'opera d'arte unica. Una simile vettura oggi, nelle aste, sarebbe battuta ad un milione di dollari. Spero che questa considerazione sia motivo di profondo pentimento per chi ha preso la scellerata decisione della demolizione e susciti vergogna della propria pochezza.

Questo spazio è aperto a chiunque voglia replicare

Una prova indimenticabile

 

 

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