La storia del Marchio Alfa Romeo

 

 

1910 - 1915

L' emblema Alfa Romeo è il risultato della fusione di due stemmi: la Croce rossa in campo bianco del Comune di Milano e il Biscione della Signoria Viscontea. Nata col nome di A.L.F.A. Anonima Lombarda Fabbrica Automobili il 24 giugno 1910, la società sceglie a proprio emblema i due simboli chiusi in un disco con una corona che riporta in alto la scritta ALFA, in basso MILANO, e sui lati due nodi Savoia simboli della monarchia Sabauda. Tutto il marchio ha un diametro di 65mm.

 

 

1910 - 1915

Sul lato del serbatoio della benzina, di forma cilindrica posizionato trasversalmente dietro i sedili, è riportata la scritta ALFA. Non è un vero emblema ma è solo una scritta di forma circolare.

 

 

1918 - 1925

Nel 1915 la ditta ALFA fu acquisita da Nicola Romeo che lasciò la grafica del simbolo invariata aggiungendo solo il proprio cognome accanto alla scritta Alfa. Questo marchio compare sulle prime vetture uscite di fabbrica a fine prima guerra mondiale

 

 

1925 -1930

Nel 1925 Alfa Romeo conquista il suo primo campionato automobilistico del mondo e per sottolineare il successo aggiunse una corona di alloro esternamente al proprio marchio aumentando le dimensioni fino a 75 mm. Il marchio veniva usato anche per abbellire il tappo del radiatore in posizione verticale sopra di esso

 

 

1930 -1943

La corona di alloro viene ridotta e tutto il marchio ha una diametro di 60 mm.

 

 

 

Variante

Il marchio viene prodotto, ed inserito armonicamente fra le cromature della vettura, direttamente dai carrozzieri. Si possono quindi trovare molte varianti. Questo stemma con assenza del nome Milano è anteguerra come testimoniano i nodi savoia.

 

 

Variante

Marchio in metallo monocromatico montato su una 6C 2500 carrozzata Pininfarina del 1946, senza i nodi Savoia.

 

 

1946 - 1972

Con la caduta della monarchia, vengono eliminati i due nodi "savoia" e al loro posto vengono disegnate due ondine e la grandezza del marchio ridotta a 54 mm. Dal 1950 il marchio viene costruito in ottone smaltato, e dal 1960 in plastica.

 

1972 - presente

Nel 1972 con la apertura dello stabilimento di Pomigliano AlfaSud, la grafica viene modernizzata. Il biscione è semplificato, infedele e la corona sono rossi e stilizzati. Scompare la corona di alloro, le due ondine laterali, e anche la scritta Milano.

 

Il Quadrifoglio, come marchio della squadra corse dell’Alfa Romeo lo si deve a Ugo Sivocci, pilota dell’Alfa Romeo dal 1920 al 1923, che dipinse un quadrifoglio verde su un rombo bianco quale simbolo scaramantico sulla sua RL preparata per la Targa Florio del 1923. Con questa vettura, Sivocci vinse la Targa Florio di quel anno e Antonio Ascari, con la stessa macchina, ma senza il disegno del quadrifoglio, si dovette accontentare del secondo posto.

Purtroppo Ugo Sivocci scomparve quello stesso anno, durante le prove per il Gran Premio d’Italia all’Autodromo di Monza alla guida di una P1 dove non aveva fatto in tempo a disegnare il quadrifoglio. Uscì di pista sulla curva che oggi si chiama Ascari. Ferrari sul circuito del Savio con una RL

Il quadrifoglio verde in seguito fu dipinto su un triangolo bianco e diventò lo stemma ufficiale delle auto da corsa Alfa Romeo

 

Enzo Ferrari fondo la Scuderia il 16 novembre 1929 a Modena. L'emblema della Scuderia Ferrari è uno scudetto con un cavallino nero rampante su sfondo giallo. Le prime macchine a sfoggiare questo scudetto furono Alfa Romeo alla  alla 24 Ore di Spa dove il 9 e 10 luglio 1932 tre AR 8c 2300 MM arrivarono al primo secondo e terzo posto.1932 8c 2300 MM con scudetto Ferrari alla guida di Taruffi

La direzione dell’IRI, che aveva rilevato l’Alfa Romeo, aveva deciso di non partecipare ufficialmente alle corse e lasciò alla Scuderia Ferrari la gestione dì tutta l'attività agonistica. Fu così che per buona parte degli anni trenta le Alfa Romeo corsero con la scudetto del cavallino rampante, fino al 1938 momento in cui fu ricostituito il reparto speciale Alfa Corse, diretto per due anni da Enzo Ferrari stesso, ma con le insegne ufficiali della casa milanese.

Da una intervista a Enzo Ferrari     "La storia del cavallino rampante e semplice e affascinante. Il cavallino era dipinto sulla carlinga del caccia di Francesco Baracca, l'eroico aviatore caduto sul Montello, l'asso degli assi della Prima Guerra Mondiale. Quando vinsi nel '23 il primo circuito del Savio, che si correva a Ravenna, conobbi il conte Enrico Baracca, padre dell'eroe. Da quell'incontro nacque il successivo, con la madre, la contessa Paolina. Fu essa a dirmi, un giorno: -Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna-. Conservo ancora la fotografia di Baracca, con la dedica dei genitori, in cui mi affidano l'emblema. Il cavallino era ed e rimasto nero; io aggiunsi il fondo giallo canarino che e il colore di Modena".

 

Sorci Verdi

Cosa c'entrano qui tre topolini verdi?

L'Alfa Romeo ha scritto le pagine della storia italiana, e ha fatto vedere a tutti i SORCI VERDI

 

 

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